Reiner Heidorn Venice
Arte contemporanea Mostre e musei d'arte

Weekend a Venezia: quattro mostre da non perdere!

Finalmente musei, gallerie e istituzioni culturali hanno riaperto. Con l’estate alle porte la voglia di uscire ad esplorare le nostre città è tanta! Ho quindi pensato di suggerirvi quattro mostre di arte contemporanea da non perdere se passerete un weekend a Venezia

1. GAD Giudecca Art Distric: The Space We Live In

Si tratta di una rassegna di 12 mostre, talk, performance e progetti curatoriali che animeranno GAD per tutto il 2021. Come si percepisce dal titolo, il progetto riflette sullo spazio che viviamo inteso sia in senso fisico come luogo che abitiamo, che in senso antropico e cioè delle relazioni tra esseri umani e tra uomo e natura. 
Il 21 maggio hanno inaugurato le prime 4 mostre:

  • The Space We Live In: Curata da Pier Paolo Scelsi. Consiste in un’installazione di Markus Heinsdorff, con la partecipazione di Markus Uhring e Christian Schittich.  L’artista presenta a Venezia un progetto che mette in risalto l’emergenza abitativa e riflette sul recupero e il riuso dei materiali volgendo lo sguardo, attraverso la fotografia, alla storia e al patrimonio culturale delle architetture di varie zone del mondo. 
  • Texture of Fade: mostra curata da Francesca Mavaracchio. Presenta il lavoro di Reiner Heidorn e la sua riflessione sul paesaggio e la percezione e la distorsione dello stesso da parte dell’uomo.
  • Encanto: curata da Pier Paolo Scelsi è la prima mostra personale a Venezia di Palmalisa Zantedeschi. Espone la ricerca e lo studio che l’artista effettua attorno al concetto di “spazio” e al rapporto tra l’elemento naturale della pietra e l’uomo.
  • Mario GottardiLa misura e la grazia dell’abitare: a cura di Caterina Corni e in collaborazione con l’Archivio Arch. Mario Gottardi con lo scopo di riscoprire la figura eccezionale di Gottardi come progettista. 

Maggiori informazioni sul sito: https://www.giudecca-art-district.com/ 

The Space We Live in, Markus Heinsdorff

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The Space We Live in, Markus Heinsdorff

2. Venice Design Biennial: Design As a Self Portrait 

Un aspetto che mi è sempre piaciuto di Venice Design Biennial è il fatto si tratta di un evento diffuso sul territorio veneziano e che grazie ad esso scopro sempre delle nuove sedi espositive e luoghi sconosciuti che mi permettono di entrare in contatto con la parte più autentica della città.
La terza edizione indaga che cosa il design rappresenta per ciascuno di noi e in quale modo attraverso di esso scegliamo di rappresentarci. Con le sue 5 mostre Venice Design Biennal vuole creare una connessione ancora più forte tra la ricerca dei designer italiani e internazionali con la struttura urbana di Venezia:

  • Design as a Self-Portrait Part I presso Spazio Espositivo SPARC*: analizza il ruolo che il design gioca nella scelta di cosa decidiamo di comunicare della nostra identità e come. 
  • Design as a Self-Portrait Part II presso Spazio Espositivo SPUMA: la mostra, che si trova all’interno di un’ex birreria nell’Isola della Giudecca e continua la riflessione dell’esposizione sopra citata. 
  •  Past Forward. Designer from the Land of Venice al Museo Archeologico Nazionale: espone 16 designer che lavorano a Venezia il cui allestimento combina le opere di design contemporaneo con i manufatti antichi del museo affinché si possano creare dei dialoghi tra passato e futuro. 
  • Pretziada. Self-portrait in Design presso Oratorio dei Crociferi: presenterà una serie di oggetti creato dal duo sardo Pretziada in collaborazione con creativi internazionali, il tutto avrà come cornice il ciclo pittorico di Palma il Giovane, artista del tardo Rinascimento veneziano.
  • Walking on water presso la Terrazza del Fondaco dei Tedeschi: consiste in un’installazione e una performance del designer Jo Cope in collaborazione con Piedàterrre, brand specializzato nella creazione di furlane le tipiche calzature veneziane in velluto.

Venice Design Biennial sarà visitabile fino al  27 giugno

Maggiori informazioni su: https://www.venicedesignbiennial.org/

3. Ocean Space

Uno spazio fondato e guidato da TBA21–Academy organizzazione d’arte contemporanea e incubatore di ricerca che unisce arte e scienza per promuovere un rapporto più consapevole con gli oceani. Ocean Space ha sede nella Chiesa di San Lorenzo nel sestiere di Castello e dal 2019 realizza mostre che hanno lo scopo di sensibilizzare sulla salvaguardia degli oceani. È una realtà innovativa che dimostra come l’arte e la scienza possano aiutarsi a vicenda per promuovere una maggiore consapevolezza in temi di grande importanza come la sostenibilità ambientale

Attualmente all’interno dei loro spazi ospitano due mostre: 

  • Territorial Agency: Oceans in Transformation, a cura di Daniela Zyman visitabile fino al 29 agosto
    Questa mostra nasce da un progetto di ricerca avviato 3 anni fa da TBA21-Academy e che ha come obiettivo quello di indagare i cambiamenti in atto negli oceani causati dall’attività umana. Infatti, con questo progetto si vuole promuovere una maggiore consapevolezza dell’importanza degli oceani per la sopravvivenza della terra. 
  • The Soul Expanding Ocean #1: Taloi Havini, a cura di Chus Martínez visitabile fino al 17 ottobre.
    È un’installazione sonora che l’artista Taloi Havini ha realizzato dopo aver passato un periodo a bordo della nave oceanografica  R/V Falkor, dello Schmidt Ocean Institute. Grazie a questa esperienza l’artista ha potuto studiare i metodi che vengono utilizzati per mappare i fondali marini, i quali si basano su impulsi sonori. Da qui nasce l’dea dell’installazione sonora “Answer to the call” che permette al pubblico di trovarsi al centro di una conversazione diventando esso stesso protagonista dedito alla ricerca della conoscenza attraverso l’ascolto attivo e profondo.

Maggiori informazioni: https://www.ocean-space.org/it/ 

Taloi Havini, Answer to the Call, 2021, ©-gerdastudio

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Taloi Havini, Answer to the Call, 2021. Veduta della mostra The Soul Expanding Ocean #1: Taloi Havini, Ocean Space, Venezia. Commissionata da TBA21–Academy e coprodotta con Schmidt Ocean Institute, cofondato da Wendy Schmidt. Foto: gerdastudio.

4. School for Curatorial Studies: Unlikely  

Visitabile fino al 15 giugno a Palazzo Malipiero
La mostra invita a soffermarsi su tutti quei fenomeni che sono catalogati come improbabili, ma che se si dovessero verificare metterebbero a rischio la sopravvivenza del genere umano. Attraverso l’arte, l’esposizione approfondisce tutti quegli aspetti rischiosi che a causa della loro rarità vengono sempre ignorati, ma che in realtà sono presenti più di quanto si possa pensare. Sono esposte opere d’arte che riflettono sui rischi di carattere naturale come le tempeste di raggi solari, i buchi neri, ma anche opere che narrano i rischi collegati all’attività umana come guerre nucleari, bioterrorismo e l’intelligenza artificiale. Ad ogni opera d’arte viene molto spesso affiancato anche il materiale informativo utilizzato per lo studio di tale fenomeno, come articoli scientifici e scambi di email con scienziati.

Il percorso aiuta a risvegliare le coscienze, a porsi domande e a riflettere su situazioni che potrebbero essere improbabili, ma non troppo. 
Alla fine della visita uscirete con un altra consapevolezza di tutto quello che ci circonda. Inoltre, ritengo che questa mostra testimoni come l’arte si confermi il mezzo migliore per divulgare in maniera semplice e diretta concetti scientifici che molto spesso sono difficili da spiegare a parole

Maggiori informazioni: https://unlikelyvenice.com/

 

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