Biennale Arte Venezia
Pensieri

Tutte le cose che amo sono vietate

Sì, tutte le cose che amo sono vietate. Si tratta di un’amara constatazione frutto di intense giornate di riflessione passate ad oscillare tra il divano e la scrivania e poi di nuovo il divano, perché è questo quello che faccio da quando siamo in zona rossa e poi arancione. 
L’idea di questo articolo è nata in un momento in cui cercavo di sopravvivere all’angoscia che si stava impossessando di me giorno dopo giorno a causa di una reclusione forzata tra i muri di casa mia completamente da sola. 

Questo articolo nasce quindi per condividere con voi un po’ del disagio che stavo e sto tutt’ora provando, perché sono sicura che in molti potranno riconoscersi. 

Paquis Genève
Bains des Pâquis – Ginevra

Quando è stato annunciato che il Veneto sarebbe entrato in zona rossa sono andata nel panico, perché tante cose sono cambiate dall’anno scorso, sono sicuramente psicologicamente più provata, ma soprattutto mi ritrovo sola dopo la fine di una relazione durata molti anni. Ero così terrorizzata all’idea di affrontare tutto ciò in solitudine che ho cercato in tutti i modi di tenermi impegnata iscrivendomi a corsi online, gettandomi a capofitto nel lavoro e cercando di rimanere in contatto con gli amici sparsi per il mondo. Quest’ultimo aspetto è forse quello che mi ha aiutata di più. Ma ragionando in maniera più approfondita, in realtà, quello di cui io avevo bisogno e di cui sento un insistente richiamo è tutt’ora vietato, almeno ancora per qualche giorno.

Non è facile dover affrontare la rottura di una relazione rimanendo chiusi in casa. E sono sicura di non essere la sola che sta rimettendo insieme i cocci della sua vita in una situazione di reclusione forzata, perché per un bizzarro gioco del destino in questo mi fanno compagnia molte amiche. 

Quindi mi sono immaginata che cosa avrei fatto in tempi normali per stare meglio? Sarei uscita e avrei cercato conforto in ciò che amo: l’arte. 

Ma tutte le cose che amo sono vietate:

 1. I MUSEI e GALLERIE D’ARTE

Prima di tutto tornerei a frequentare i musei. Questa è sicuramente la cosa che mi manca di più, per una persona che come me ama l’arte stare lontana da questi luoghi è ogni giorno una sofferenza. Ho cercato di colmare questa mancanza visitando qualche mostra online o seguendo qualche webinar proposto dai musei, ma per me nulla di tutto questo è paragonabile alla visita dentro le sale di un museo. 
I musei rappresentano l’unico luogo nel quale io riesco a disconnettermi dal mondo e a dimenticare il mio cellulare. Sono per me l’occasione perfetta per prendermi del tempo per me stessa, per divertirmi a scoprire nuovi artisti e a lasciarmi sconvolgere dall’arte. Dentro ad un museo perdo la cognizione del tempo e sala dopo sala divento sempre più felice. L’arte mi abbraccia e mi toglie tutte le mie preoccupazioni e i miei pensieri si perdono e si mescolano tra le pennellate dei quadri.

Mi piace spesso dire alle persone che se non sanno dove cercarmi, mi troveranno sicuramente dentro ad un museo
E se potessi ora mi troverei nella Cour Marly del Museo del Louvre, uno dei luoghi che più in assoluto mi trasmettono serenità. 

Musei Monaco di Baviera
Qui ero al museo della Residenza a Monaco di Baviera

 

2. CONCERTI e ANCORA CONCERTI

Per chi mi segue su Instagram da un po’ saprà che un altro posto nel quale potreste trovarmi facilmente è ad un concerto e più precisamente in prima fila giusto davanti al palco, perché insomma mi piace godermeli bene. 
Sento la mancanza dell’adrenalina da concerto, soprattutto quella che ti accompagna nei giorni successivi nei quali continui a canticchiare le canzoni. Mi manca cantare a squarciagola le mie canzoni preferite, ma soprattutto mi manca saltare e ballare a ritmo di musica percependo tutta l’energia che si scatena ad un concerto. Vorrei tornare a sentirmi schiacciata come una sardina dalla folla e dover combattere per mantenere il posto in prima fila.
Mi manca la spensieratezza di alzare le braccia al cielo e sentirmi leggera. 

ballare ai concerti
L’ultimo concerto, giusto qualche giorno prima che scoppiasse la pandemia

 

3. PASSEGGIARE PER VENEZIA 

Venezia è sicuramente la città più adatta per riflettere e lasciar scorrere i pensieri, ma mi dilungo troppo perché ci ho già dedicato un articolo. Vorrei poter andare a Venezia e perdermi tra le sue calli, bere uno spritz con vista laguna al tramonto e sentire il brusio della gente che si diverte. Mi piacerebbe poter perdere la cognizione del tempo e dover correre per prendere l’ultimo treno di mezzanotte. Vorrei rivedere il sorriso delle persone e gli occhi che si cercano e poi si illuminano. Desidero tornare a sentire tutte le lingue del mondo camminando per Venezia e stringere amicizia con persone a caso provenienti dall’altra parte del globo. 

Venezia
Uno dei luoghi più autentici di Venezia

 

4. VIAGGIARE

La cosa di cui avrei avuto più bisogno per aiutarmi a rialzarmi sarebbe stato un viaggio. Direi che tutt’ora sogno l’idea di fare un viaggio nel quale sparire per qualche giorno e dimenticare ogni mio turbamento. Ho proprio bisogno di quei viaggi nei quali stacchi la spina. Sogno di prendere un aereo e andare ovunque, visitare nuove città o tornare in quelle in cui sono stata bene come Parigi o Ginevra. Sogno di tuffarmi nel mare cristallino della Puglia e di mangiare un pasticciotto leccese. Da ormai più di un anno vorrei tornare a Bologna per mangiare un piatto di tagliatelle al ragù, mi manca perfino dover fare la fila per aspettare che si liberi un posto all’Osteria dell’Orsa. Mi manca programmare all’ultimo minuto visite alle amiche che vivono in un’altra città
Mi manca il senso di scoperta continua che ogni viaggio comporta, mi manca essere una flâneuse tra le vie di una città nuova completamente da scoprire.  

Weekend a Bologna
Qui passeggiavo per Bologna alla ricerca di qualche angolo da fotografare

 

Osteria dell'Orsa Bologna
Questa foto non ha bisogno di spiegazioni

 

5. LO SPRITZ CON GLI AMICI

Ormai non mi ricordo neanche più che gusto abbia lo spritz seduta ad un tavolino di un bar. Quanto mi mancano gli aperitivi con gli amici, lo spritz dopo una giornata di lavoro o nel weekend in qualche borgo veneto. Mi mancano le cene con gli amici, mi manca proprio la socialità che un bicchiere di spritz rappresenta, soprattutto in Veneto. 

Spritz con gli amici
Lo spritz al bar che sapore ha?

 

Spero che ben presto si possa davvero tornare a vivere tutte queste esperienze di vita. Per quel che mi riguarda la visita ad un museo sarà la prima cosa che farò e poi sicuramente un piccolo viaggio in solitaria. Non vedo l’ora di poter ricaricare le mie energie con l’arte perché come diceva Picasso “L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni“.

E io ho proprio bisogno di tornare a sentirmi viva.

 

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