Museo Luigi Bailo Treviso
Mostre e musei d'arte

Museo Luigi Bailo di Treviso: quattro motivi per visitarlo

Il museo Luigi Bailo è una tappa fondamentale per coloro che vogliono conoscere l’ambiente artistico che animava la città di Treviso nella prima metà del Novecento. Al suo interno trova collocazione la Galleria del Novecento che espone le opere dei maggiori artisti trevigiani come Arturo Martini e Gino Rossi.  Il museo aprì le sue porte nel 1888 negli spazi di un ex convento rinascimentale, si tratta della sede più antica del complesso dei Musei Civici di Treviso.

Chi è Luigi Bailo

L’abate Luigi Bailo (1835 – 1932) fu il fondatore del museo civico e il primo a ricoprire il ruolo direttore. Grazie anche all’aiuto di privati cittadini e artisti, Bailo dedicò gran parte della sua vita alla ricerca e alla raccolta di reperti archeologici e opere artistiche con lo scopo di ampliare la collezione museale, ma anche di salvaguardare le tracce della storia trevigiana per evitare che andasse perduta. Luigi Bailo è quindi un personaggio molto importante per la storia trevigiana perché ha dato vita al patrimonio artistico, culturale e museale della città.

Quattro motivi per visitare il museo

  1. La collezione di opere di Arturo Martini:

    il più noto scultore trevigiano (1889 – 1947). Il museo vanta la più grande collezione di opere dell’artista, potrete approfondire l’intera vita di Martini e osservare l’evolversi della sua pratica artistica. Il percorso racconta le prime esperienze giovanili, i viaggi a Monaco di Baviera e Parigi che hanno influenzato il suo linguaggio artistico, la sperimentazione con la ceramica e si conclude con anni ’30, periodo di più alta ispirazione dell’artista. Tra le opere più importanti ci sono: il gesso “Fanciulla piena d’amore” del 1913, “Pisana” 1929 e “Venere dei Porti” del 1932.

  2. Le opere di Gino Rossi:

    pittore veneziano con un linguaggio artistico molto simile a quello dei sintetisti francesi come Gauguin. Un artista di grande talento, minato però da problemi di salute mentale che lo portarono alla reclusione in manicomio dal 1926. Le opere qui esposte sono alcune tra le più significative della sua ridotta produzione, tra questi spicca: “Primavera in Bretagna” del 1907.

  3. La struttura architettonica e l’allestimento:

    il museo ha riaperto le sue sale nell’ottobre del 2015 dopo un lunghissimo periodo di chiusura per il restauro e il riallestimento dei suoi spazi. Grazie a questo progetto le tracce del vecchio convento dialogano con l’architettura contemporanea. Le opere del Novecento sono illuminate e valorizzate da una diffusa luce naturale. Inoltre, il silenzio che domina ogni stanza pone le basi per una visita rigenerante.

  4. Per rivedere nei quadri la campagna trevigiana:

    le prime sale del museo sono dedicate agli artisti della corrente romantica di fine ‘800.  Ritratti e paesaggi nei quali rivedere com’era la vita a Treviso, scene di vita quotidiana catapultano il visitatore in una realtà ormai lontana, l’occasione perfetta per riscoprire un’immagine inedita della città.

  1. Informazioni pratiche: 

Il museo si trova a Treviso in Borgo Camillo Benso Conte di Cavour, 24. 
Orario di apertura: dal martedì alla domenica 10:00 – 18:00 
Biglietto intero: 6,00 € per tutte le informazioni riguardanti eventuali riduzioni vi lascio il link alla pagina del museo

 

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