Chiara Fumai Ginevra
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La retrospettiva di Chiara Fumai a Ginevra

Ultimamente sento un po’ la nostalgia della possibilità di entrare liberamente in un museo, per questo, per consolarmi ho deciso di raccontarvi l’ultima mostra d’arte contemporanea che ho visitato: la retrospettiva dedicata a Chiara Fumai al Centre d’Art Contemporain di Ginevra.
Anche a Ginevra purtroppo i musei sono attualmente chiusi, ma la mostra di cui vi parlo è visitabile anche online!

 

Chiara Fumai

Un’artista complessa

Visitando l’esposizione si viene catapultati all’interno dell’intricato mondo di Chiara Fumai. Un mondo fatto di grande sperimentazione e innovazione dei linguaggi artistici, di provocazione e dominato da figure femminili sovversive a tratti controverse: Eusapia Palladino, Carla Lonzi, Valerie Solanas, la Dogaressa Elisabetta Querini e Ulrike Meinhof.

Ritengo che Chiara Fumai sia un’artista complessa, pertanto l’esposizione di cui vi parlo necessita di tempo per essere vista, anche perché è composta per la gran parte da video. Al termine della visita, però, uscirete sicuramente con una visione più completa dei lavori dell’artista e con molti spunti su cui riflettere.

Tra performance e scrittura

La pratica artistica di Chiara Fumai si basava essenzialmente su due linguaggi, quello della performance e la scrittura. Quest’ultima è il filo conduttore di tutta l’esposizione, a questa si sommano una serie di video installazioni.
Visitando la mostra è necessario tenere bene in considerazione il fatto che ogni lavoro di Fumai era pensato per provocare e instillare nel visitatore dei punti di domanda sui quali riflettere.

Un’esempio di ciò è l’opera “Chiara Fumai reads Valerie Solanas” con la quale ha vinto il Furla Art Award del 2013. In quest’opera Chiara Fumai legge un estratto del testo “SCUM Manifesto” (Society for Cutting Up Men) scritto da Valerie Solanas, nota per aver sparato ad Andy Warhol.

La potenza sprigionata dalle sue opere

Ogni opera esposta sprigiona una grande potenza, un grido che ha lo scopo di risvegliare anche gli animi più assopiti. Devo essere sincera, ogni video che ho visto mi ha catalizzata e mi ha fatto riflettere su molti temi, tra i quali il più ricorrente è il femminismo.
Una delle opere che più mi è piaciuta è “I did not say or mean Warning“. Si tratta di una performance che l’artista ha realizzato alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, nella quale interpretando una guida del museo racconta tutte le figure femminili rappresentate nei quadri della collezione della Fondazione. La narrazione viene a tratti interrotta da un messaggio in lingua dei segni, che tradotto è un messaggio terrorista.

Chiara Fumai Geneva

Dieci anni racchiusi in una mostra

La mostra racchiude gli ultimi 10 anni di vita dell’artista, dal 2007 al 2017, pertanto visitandola si ha l’occasione di osservare la mutazione dei vari personaggi da lei interpretati . Questi ultimi, non devono essere visti come dei personaggi singoli, ma come delle figure perennemente in dialogo tra loro, complementari alla costruzione di un’unica grande opera.

Vi lascio ora qualche foto di alcune delle opere che mi sono piaciute di più.

Una retrospettiva itinerante

La mostra Chiara Fumai Poems I will never release, 2007 – 2017è curata da Francesco Urbano Ragazzi e Milovan Farronato in collaborazione con Andrea Bellini.  Lo scopo è quello di rendere omaggio ad una grande artista italiana e di far conoscere ad un pubblico sempre più ampio l’eredità da lei lasciata. Infatti, si tratta di un’esposizione itinerante che prossimamente verrà allestita anche al Centro Pecci di Prato, a La Loge a Bruxelles e infine alla Casa Incendida a Madrid.
Quindi, spero che ben presto la situazione torni alla normalità così che tutti possano avere la possibilità di visitare questa mostra che merita tantissimo!

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