Gli Uffizi
Comunicazione digitale Mostre e musei d'arte

Gli Uffizi, TikTok e la generazione Z

Può un personaggio vissuto nel Rinascimento italiano svegliarsi nel 2020 e essere di tendenza all’epoca della Generazione Z? C’è chi si è fatto questa domanda e ha provato a trovare una risposta, di chi sto parlando? Delle Gallerie degli Uffizi ovviamente! Complice l’emergenza sanitaria che ci ha colpito negli ultimi mesi, il museo degli Uffizi è ufficialmente sbarcato su TikTok catturando l’attenzione di tutti.

Le Gallerie degli Uffizi

Gli Uffizi sono stati uno dei primi musei in Italia ad aprire al pubblico nel 1769. Ma le loro radici sono ancora più profonde, infatti nascono per volontà di Cosimo I de Medici che affidò il progetto a Vasari nel 1560.
Dato che alla fine del Cinquecento era possibile visitare la galleria degli Uffizi su richiesta, si può affermare che quest’istituzione gettò le basi per l’idea di museo sviluppatasi in seguito. Insomma, la famiglia de Medici ci aveva visto lungo!

Ad oggi il museo è uno dei più visitati d’Italia. Nel 2019 più di 4 milioni di persone hanno deciso di recarsi agli Uffizi per ammirare i capolavori esposti: la Primavera di Botticelli, il ritratto dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca, il Tondo Doni di Michelangelo, la Testa di Medusa di Caravaggio, la Venere di Urbino di Tiziano.

Sono proprio questi capolavori che hanno preso vita e assunto il ruolo di TikTokers. Li vediamo in video ironici nei quali sono alle prese con la quarantena o partecipano alle challenge lanciate all’interno del social.

I duchi di Urbino di Piero Della Francesca
I duchi di Urbino Federico da Montefeltro e Battista Sforza di Piero Della Francesca

La sfida da affrontare

La vera sfida per il museo è proprio quella di essersi iscritto su TikTok; si è lanciato in un territorio ancora inesplorato, nel quale le dinamiche sono diverse. La difficoltà sarà trovare un linguaggio che si adatti a quello della piattaforma, ma che sia anche in grado di divulgare il contenuto artistico culturale custodito dagli Uffizi.

Il direttore del museo Eike Schmidt ha commentato l’ingresso nel mondo di TikTok con la seguente affermazione:
Così come un giornale non è completo senza la vignetta e la caricatura della prima pagina, così anche un museo può fare umorismo”, “serve ad avvicinare le opere a un pubblico diverso da quello cui si rivolge la critica ufficiale, ma anche a guardare le opere in modo diverso e scanzonato. In particolare, in un momento difficile come questo, è importante, ogni tanto, concedersi un sorriso e un po’ di autoironia. E se è possibile farlo grazie alla grande arte, ancora meglio”.

Screenshot del profilo TikTok degli Uffizi
Gl

Un nuovo linguaggio per comunicare l’arte

Se c’è un merito da attribuire a questa iniziativa è proprio quello di aver fatto scendere la grande arte dal suo piedistallo. Infatti, grazie all’uso di un linguaggio attuale, i capolavori artistici sono entrati nella quotidianità dei giovani. Ma soprattutto ha fornito un nuovo punto di vista attraverso il quale osservare l’arte che ha fatto la storia.

Infatti, le opere conservate all’interno dell’istituzione fiorentina, un tempo erano di più facile interpretazione per una persona del Cinquecento, poiché utilizzano il linguaggio simbolico dell’epoca. Ad esempio tutti erano a conoscenza del fatto che un determinato tipo di abito conferiva una certa importanza al soggetto ritratto.
Questi sono dettagli che un visitatore del 2020 non riconosce. Per questo necessitiamo di supporti che ci spieghino il significato di determinate scelte stilistiche e a volte il tutto risulta troppo difficile.

Per questo ritengo importante la scelta operata dagli Uffizi hanno conferito ai capolavori artistici un aspetto più divertente e di più facile comprensione usando un linguaggio attuale.

https://www.tiktok.com/@uffizigalleries/video/6822583493260823814?_d=d954d66k4994lg&language=it&share_author_id=6816633934366049286&u_code=d954dac8k8h8md&utm_campaign=client_share&app=musically&utm_medium=ios&user_id=6754658320164504582&tt_from=copy&utm_source=copy&source=h5_m&sec_uid=MS4wLjABAAAADIoOhCn82c925u21A2ZYoNACOJirS-7O2KpkcZmz7JXXFciZppfSN8DPdz4oOch7

TikTok mezzo di intrattenimento o anche di divulgazione?

Credo che TikTok possa essere il mezzo perfetto per coinvolgere un target che difficilmente entrerebbe nelle sale di un museo. Grazie ad esso si inaugura un nuovo modo di fruire l’arte, più interattivo e dinamico.
Spero che ciò possa rivelarsi la mossa vincente per incuriosire il pubblico più giovane e invogliarlo ad entrare nelle sale museali per conoscere i protagonisti dei video.

Il profilo TikTok rimarrà un profilo solo di intrattenimento con video ironici o verranno intervallati anche dei post di carattere più divulgativo?magari con qualche piccola chicca segreta sulle opere d’arte?
Per ora, il 12 giugno, il museo ha realizzato la sua prima live su TikTok con Martina Socrate, tra le più seguite all’interno del social.
Martina si è rivelata un’ottima guida, ha narrato aneddoti interessanti riguardanti il museo supportata dallo staff.
Anche il direttore Eike Schmidt è intervenuto per raccontare il tondo Doni di Michelangelo; un momento davvero importante, che ha dato risalto al lato più autentico di questa figura museale: la passione, la cultura e la voglia di trasmettere questa conoscenza alle generazioni future. E se non è questo l’aspetto più bello di questo social quale altro dovrebbe essere?

La settimana dei Musei su Tik Tok

La diretta è avvenuta nell’ambito della settimana dei Musei che si svolge interamente sulla piattaforma social con l’hashtag #MuseoACasa e terminerà il 18 giugno. Partecipano anche altri musei europei come il Prado di Madrid, il Rijkmuseum di Amsterdam, il museo di Scienze Naturali di Berlino, il Grand Palais di Parigi, la Somerset House di Londra, il Broehan Museum di Berlino e infine il Buecherhallen di Amburgo.


Segnalo inoltre, che per la piattaforma TikTok l’aspetto educativo e formativo riveste un ruolo importante. Infatti attraverso le rubriche #EduTok e #ImparaConTikTok ci sono tantissimi video che raccontano curiosità sulle varie città del mondo, o che forniscono consigli su come migliorare il proprio inglese e tanto altro.

Il social si muove veloce, iscrivetevi per non perdere nessuna delle novità in atto e assistere alla nascita di una nuova comunicazione dei musei!

 

 

 

 

 

Potrebbero interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *